Il mio Mandala … tutto è iniziato da qui

MANDALA MIO

“Alla ricerca di nuove armonie” – G.Costa – pennarello su cartoncino

Il mio incontro con il Mandala è stato un colpo di fulmine: un guardarsi reciproco ed un innamoramento istantaneo.

Sono rimasta incantata e imprigionata dai colori e dalle forme dei vari disegni che in una successione armonica di vuoti e pieni racchiudono il centro della figura.

Quel centro o “bindu” che rappresenta il passaggio che schiude la porta verso la parte più intima di noi stessi dalla quale spesso ci allontaniamo proiettandoci troppo all’esterno, dimenticando di “ascoltarci”.

E’ iniziata così la mia storia con il Mandala, un percorso fatto di studio, di disegni, di riflessione che durante gli anni mi ha portata a srotolare, sciogliere riannodare, il filo della mia esistenza fatta di contraddizioni, luce, ombra, vuoti, pieni, esaltazione e sofferenza, seguendo il ciclico fluire delle stagioni e il ritmo di contrazione ed espansione del mio respiro.

Una strada molto spesso in salita, altre volte in rovinosa discesa verso luoghi bui senza apparenti vie di uscita, ma il Mandala è stato come il gomitolo nel Labirinto di Cnosso: ogni disegno rappresentava un piccolo passo verso il mio “centro”, una maniera per ricontattare quell’energia, dispersa in tante battaglie inutili perchè non consapevoli, che mi è servita per pulire dai detriti e portare alla luce le risorse, di cui ogni essere umano è fornito, per affrontare finalmente in faccia “il terribile”, stare a mollo nel dolore, entrarci, sapendo che è la sola via per lasciarlo alle spalle. Compiere fino in fondo il processo di liberazione che consiste appunto nell’evocare, sperimentare, com-prendere, cioè “prendere con sè” per poi reintegrare e unificare.

Un viaggio dunque che partendo dal centro ritorna al centro perchè è da lì che irradiano i fantasmi e i mostri della nostra coscienza ed è soltanto dalla loro fonte che possono essere riassorbiti, ed è dal centro che sboccia un nuovo inizio: il fiore del Sè, inteso come ESSERE al mondo, gioia di vivere, fiducia in sè, divenendo quello che si è.

Da qui la voglia di far conoscere agli altri il grande potere autorigenerativo del Mandala ….

Tutto questo l’esordio di quello che poi sarà il Mandala-Evolutivo(c), la sistematizzazione di quello che è stato il mio percorso di crescita personale … un Pollicino che Mandala dopo Mandala ritrova la via di casa .

Il viaggio di un “eroe” piccino che improvvisamente si scopre potente in grado di sconfiggere il drago delle sue paure e autolimitazioni; sabotaggi più o meno ingegnosi che impediscono l’evoluzione verso quel ben-essere che si conquista passo passo.

E al centro di tutto proprio il concetto di “evoluzione”: ripercorrere gli stessi sentieri con ogni volta nuove consapevolezze che vanno ad arricchire la trama del vissuto di nuovi fili. Una crescita che non ha mai fine ma che arricchisce ogni volta la mia “casa” di oggetti preziosi ……..

Il Diario Mandalico e la “Grande Ruota delle Forme Mandala” (II parte)

la grande ruota

” Il Sè non è soltanto il centro, ma anche l’intero perimetro che abbraccia coscienza e inconscio insieme; è il centro di questa totalità, così come l’Io è il centro della mente cosciente” C.G.Jung

Proseguiamo la comparazione tra la “Grande Ruota” messa a punto da Joan Kellogg e le forme che possono mergere nel nostro “diario mandalico” tra un passo e l’altro del percorso attraverso il Mandala-Evolutivo©.

Stadio7: la QUADRATURA DEL CERCHIO

In questo stadio la tensione degli opposti trova la sua risoluzione. Ci invade un grande senso di autonomia.

Siamo al culmine della “Grande Ruota” dove dall’Essere (curvilineo  e materno) passiamo al Fare (rettilineo e paterno).

Qui comincia  prendere spazio l’Io Posso nato da una ritrovata fiducia in se stessi. Siamo pronti a riconoscerci capaci di intraprendere azioni invece di essere contenitori passivi delle azioni degli altri.

E’ anche lo stadio in cui si completa il distacco dalle figure genitoriali ormai introiettate dentro di noi e si inizia a prendere posizione su quello che sentiamo giusto per noi.

Dal punto di vista grafico i Mandala della “Quadratura del Cerchio” presentano una divisione in quattro.

Le figure che emergono più frequentemente sono croci, quadrati, stelle e fiori con quattro petali che indicano l’integrazione degli opposti e in particolare l’integrazione del nostro maschile con il nostro femminile. Quell’unione di Animus e Anima presupposto per diventare ciò che siamo destinati ad essere.

L’effetto negativo di una mancata integrazione a questo stadio può farci ricadere nella posizione diametralmente opposta: il Vuoto.

Nel percorso attraverso il Mandala-Evolutivo© e di conseguenza nel nostro “diario mandalico” possono emergere simboli simili a questo stadio subito prima, come preparazione, o dopo, come verifica, nel “Mandala dell’integrazione delle polarità”. Nel momento in cui la Luce e l’Ombra che vivono dentro di noi trovano la loro completezza in un diagramma armonico.

Stadio 8: l’IO FUNZIONALE

Questo stadio è caratterizzato dalla precisa presa di consapevolezza del nostro Io; la coscienza individuale ha completato il suo processo. Ora siamo pronti per partecipare attivamente alla realtà cominciando a trasformare le nostre ispirazioni in progetti attuabili.

E’ il momento di passaggio verso la mobilizzazione della nostra volontà e la conseguente assunzione di responsabilità nei confronti della nostra vita.

Per la Kellogg lo stadio 8 “simboleggia il potere dell’uomo” che ritroviamo nei simboli caratteristici dei Mandala disegnati da persone che si trovano a questo punto della loro crescita interiore.

Possono comparire, infatti, stelle a cinque punte e fiori a cinque petali, metafore della figura umana con i piedi saldamente piantati per terra e le braccia stese pronte ad incontrare il mondo.

Nell’iter del Mandala-Evolutivo© possiamo trovare i simboli relativi allo stadio 8 dopo il “mandala dell’Integrazione” dove, una volta conosciuti e com-presi gli aspetti polarizzati che ci distinguono, siamo pronti a Volere e Creare.

In questo contesto può anche prendere forma la sfida che ci aspetta nei passi successivi: trovare l’equilibrio tra gli obiettivi individuali e il mondo in cui siamo inseriti. Quindi, in questo caso, incontrare l’emersione di strutture simili dopo il “Mandala dei desideri – una nuova progettualità”, passo in cui avviene la trasformazione dei “sogni” in proposte e impegni reali.

Stadio 9: la CRISTALLIZZAZIONE

Momento di pace, di completezza e appagamento; nello stadio 9 possiamo arrivare ad una chiara visione del mondo e del nostro posto in esso.

Per la Kellogg questa fase richiama l’età matura della vita, la cui sfida è quella di godere del meglio dei risultati che abbiamo ottenuto imparando il non attaccamento.

Potremmo paragonare questo stadio ad un fermo immagine di un momento “perfetto” da contemplare.

I Mandala della “Cristallizzazione” hanno prevalentemente forme armoniche e vi compaiono un’ampia gamma di colori.

Dal punto di vista dell’organizzazione spaziale hanno un centro e figure che si espandono verso la circonferenza. La costruzione spesso molto complessa ha bisogno di un’accurata esecuzione.

Nel percorso di crescita attraverso il Mandala-Evolutivo© potrebbero affiorare disegni simili a questo stadio un po’ dopo tutti i “passi” come completamento e sedimentazione del processo messo in atto durante il lavoro relativo alla tematica esplorata di volta in volta e come espansione di consapevolezza che porta in figura l’adulto “centrato” in equilibrio tra pensiero ed emozione per un momento di sana ammirazione di sé.

Stadio 10: I CANCELLI della MORTE

Siamo alla fine dei un ciclo. Modi di essere, prima così fondamentali per il nostro vivere, hanno fatto il loro tempo. E’ ora di lasciare andare.

Scrive Joan Kellogg “i Cancellli della Morte rappresentano la morte di contenuti consci obsoleti e il dolore del cambiamento”

La sfida di questo passaggio è quella di lasciarsi alle spalle parti di noi ormai diventate “di troppo” vivendo la tristezza di questo abbandono.

L’interesse è centrato su noi stessi sempre più consapevoli del nostro mondo interiore.

I diagrammi di questo stadio presentano spesso la figura della Croce, simbolo della sofferenza da attraversare rinunciando ad aspetti di noi che, pur essendo ormai disfunzionali, hanno fatto parte della nostra vita per molto tempo.

A volte potrebbe anche comparire al centro un Triangolo con il vertice verso il basso ad indicare la discesa all’interno di noi stessi alla ricerca di rinnovamento.

Nel “diario mandalico”, supporto al cammino attraverso il Mandala-Evolutivo©, possono apparire le forme di questo stadio dopo il “Mandala del lasciare andare”, il Mandala fatto con la sabbia e l’unico a venire distrutto. Momento di forte commozione per il saluto rituale all’Io che ero.

Commiato che continuerà con il passo successivo “il Mandala della perdita” in cui si sancisce la separazione definitiva di quella parte di noi che ci ha accompagnato nel bene e nel male fino ad ora.

Stadio 11: la FRAMMENTAZIONE

Momento di paura, ansia, confusione, perdita di senso. Il nostro mondo si è infranto, tutto ha perso significato. Sentiamo di essere in balia di forze di cui non abbiamo il controllo.

La sfida di questo stadio è lasciare che il nostro mondo precedente si disintegri. E’ necessario ripercorrere nuovamente l’esperienza della perdita dall’originaria beatitudine come definitiva purificazione per liberarci dal suo ricordo senza esserne più condizionati e rigenerarci completamente.

I Mandala di questo stadio hanno diagrammi simili a torte tagliate a fette, ogni pezzo di un colore diverso, senza un centro ben definito. Oppure ricordano dei patchwork cuciti senza ordine e armonia. I colori tendono ad essere scuri o all’opposto stridenti; spesso il senso di disgregazione è dato dalla stesura delle tinte in modo sovrapposto e pasticciato.

Nel Mandala-Evolutivo© potremmo trovare disegni analoghi a questo stadio della “Grande Ruota” dopo il “Mandala della Perdita” come momento di disorientamento di fronte ad una nuova coscienza di cui non abbiamo ancora il controllo totale.

Ci sembra di non sapere più chi siamo e per un momento pensiamo vani i “passi” fatti fino ad ora. C’è bisogno di ripercorrere la strada nuovamente a contatto con ciò che ci siamo lasciati alle spalle, vivendone ancora una volta il dolore come immersione finale prima della definitiva riunificazione con il nostro Sé.

Stadio 12: ESTASI TRASCENDENTE

Siamo finalmente a casa: l’Io si riunisce al Sé e diventa espressione del suo dinamismo.

La nostra vita psichica si organizza interno a questo nucleo centrale (il Sé) assumendolo come suo unico e vero centro.

Ci pervade la Gioia e l’armonia sentendoci parte di un tutto che fluisce con la sua energia intorno a noi.

La sfida di questa fase è quella di accogliere con gratitudine lo stato di grazia nel quale ci troviamo conservando il seme luminoso frutto di questa esperienza da piantare come nuovo inizio per un ulteriore ciclo evolutivo.

I Mandala di questo stadio, dice la Kellogg, presentano spesso nel centro una fontana, un calice o una coppa che riceve luce dall’alto. A volte il colore, una combinazione di chiaro e scuro, può uscire dai margini del cerchio irradiando all’esterno. E’ il momento della massima espansione dove finalmente possiamo godere e gioire dei nostri frutti.

Nel Mandala-Evolutivo© ritroviamo i simboli di questo stadio dopo il passo del “Mandala della Gioia”, momento di auto-celebrazione e auto-riconoscimento del cammino fatto.

L’individuazione è compiuta, il Sé ha preso il suo posto centrale nell’organizzazione della nostra psiche. E’ la fase dell’accettazione dei “pieni” e dei “vuoti” che fanno parte del vivere pienamente la vita, senza più maschere o evitamenti bensì completamente responsabili del nostro essere al mondo.

Siamo pronti ad incominciare un nuovo ciclo evolutivo che porterà alla “Nuova Forma” che andremo ad esplorare nell’ultimo passo del Mandala-Evolutivo© come conclusione del viaggio ed inizio di un nuovo “giro di giostra” ….

Questa mia comparazione, così come pure la “Grande Ruota”, ovviamente, non deve essere presa alla lettera. Può darsi che la nostra crescita personale non segua esattamente questo ordine e che il confronto tra i vari stadi della “Grande Ruota” e i simboli e le forme che possono emergere tra un passo e l’altro del Mandala-Evolutivo© non corrisponda pienamente.

Può capitare che ci siano dei salti tra uno “stadio” e un “passo”, oppure che si vada avanti e indietro tra le varie fasi del ciclo anche se si procede, invece, nell’esplorazione dei passi del Mandala-Evolutivo©; o ancora che uno stadio emerga più frequentemente nel “diario mandalico” o che un altro non compaia affatto.

Ricordiamo ci che l’ultima parola è sempre quella del protagonista del percorso, colui che incarna l’Eroe in viaggio. E’ lui il solo depositario della verità; i simboli che affiorano nel diagramma sono i suoi simboli emersi per indicargli il suo cammino. Apparsi per rivelargli i movimenti sulla strada per l’individuazione e starà a lui e solo a lui cogliere il profondo significato che essi vogliono trasmettergli.

Noi come agevolatori siamo solo degli umili accompagnatori che con immenso rispetto  scortiamo l’Eroe nel suo viaggio iniziatico di ricerca e conoscenza di sé.

Il Diario Mandalico e la “Grande Ruota delle Forme Mandala” (I parte)

“ Il Mandala è il centro, è l’espressione di tutte le vie, è la via verso l’individuazione” C.Jung

Nel cammino di conoscenza di Sé attraverso il Mandala-Evolutivo© un valido alleato nel nostro procedere è costituito dal “Diario Mandalico”.

Il “Diario Mandalico” è uno strumento di autocontenimento e autoesplorazione dove depositare ulteriore figure che possono emergere tra un “passo” e l’altro.

E’ molto importante che le forme affiorino senza giudizio accettando il loro apparire con mente e cuore e spirito aperti per poter cogliere il messaggio che si cela sotto di esse.

Ogni passo del Mandala-Evolutivo© ci avvicina al Sé, ciò che sta all’inizio della nostra vita psichica e ne costituisce la realizzazione, espressione indifferenziata di tutte le nostre possibilità.

L’avanzamento rappresentato dai vari “passi” spesso non si esaurisce nel diagramma relativo alla tematica esplorata nel momento, bensì ha bisogno di elaborare i simboli emersi in altre figure che completino e sedimentino la consapevolezza acquisita. Solo così il passaggio al passo successivo sarà un vero andare verso il nostro Sé.

Un aiuto per facilitare la lettura personale dei diagrammi del “Diario Mandalico” e nel comprendere il loro rapporto con il Sé, lo troviamo nella “Grande Ruota delle forme dei Mandala” messa a punto da Joan Kellogg, arteterapeuta americana una delle prime ad aver usato il Mandala come mezzo di crescita personale.

la grande ruota

Stadi archetipici della Grande Ruota (Joan Kellogg) tratta da Susanne Fincher “I Mandala” ed. Astrolabio

La “Grande Ruota” consiste in 12 Mandala archetipo che rispecchiano il “percorso a spirale dello sviluppo psicologico” e nel caso del Mandala-Evolutivo© forme simili a quelle indicate dalla Kellogg potrebbero emergere tra un passo e l’altro ed essere fonte di ulteriore consapevolezza.

Vediamo ora uno per uno i Mandala dei vari stadi della “Grande Ruota” con le possibili associazioni ai passi del Mandala-Evolutivo©.

STADIO 1: il VUOTO

Questo stadio può essere paragonabile al principio della creazione, alla divisione tra il buio e la luce e quindi all’inizio della dualità che caratterizza tutta l’esistenza umana.

Dal punto di vista della crescita personale può essere il momento dell’inizio in cui comincia la ricerca di armonizzazione degli opposti.

Graficamente, ha notato la Kellogg, i Mandala di questo stadio hanno tinte scure, sono poco strutturati con spazi lasciati senza colori.

Spesso sono Mandala che, nel percorso del Mandala-Evolutivo©, vengono disegnati dopo aver esplorato al “Forma” anche se questa è ricca e articolata. Sono il messaggio che il nostro inconscio ci sta mandando dell’inizio del viaggio, dove al di là dell’identificazione con linee e colori c’è la prima presa di consapevolezza di essere al principio della nostra crescita.

STADIO 2: BEATITUDINE

In questo stadio si vive l’esperienza dell’Innocente, un tutt’uno indifferenziato senza una netta percezione dei confini delll’Io. L’Innocente è la parte di noi che crede nella vita; è l’individuo “prima della caduta” che ricorda il mondo protetto dell’utero materno e che vuole riconquistare e vivere nel Paradiso Terrestre, ovunque esso sia.

I Mandala di questo stadio sono caratterizzati dall’assenza di una struttura precisa, possiamo trovare piccole forme quasi sparse a caso all’interno del diagramma. E’ ancora indefinito l’aspetto di un futuro sviluppo, si galleggia nelle infinite possibilità senza una mirata consapevolezza di cosa scegliere e quale direzione prendere.

Nel cammino del Mandala-Evolutivo© potremmo trovare questo stadio sia dopo il passo del “lì e allora”, il “Mandala dell’infanzia”, quando il diagramma associato alla fiaba nasconde tra le sue forme e colori il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere e l’anelito a trovare quel Paradiso perduto dove tutto procede lentamente; luogo sicuro per eccellenza dove vivere cullati in uno stato di possibilità mistica.

Oppure nel momento della “Nuova progettualità” se nelle tappe precedenti a livello di “pancia” non si è ancora concluso il processo che dalla indifferenziazione porta alla individualità e alla successiva capacità di discriminazione e scelta.

STADIO 3: LABIRINTO o SPIRALE

Questo stadio segna l’inizio del processo di separazione che culminerà nella coscienza individualizzata.

Potrebbe essere associato alla parte attiva dell’archetipo dell’Orfano che si sveglia dallo stato di Beatitudine e si assume la responsabilità della sua crescita.

Qui la vita inizia ad acquistare significato comunicandoci la sensazione che qualcosa di importante è cominciato.

Per la Kellogg i Mandala di questo stadio presentano motivi a spirale, le linee sono curve e non c’è un centro ben definito.

Nel Mandala-Evolutivo© anche questa forma, come quelleriferite allo stadio della Beatitudine, può emergere nel nostro “Diario Mandalico” dopo il 2° passo (Mandala dell’Infanzia) durante la sedimentazione e la presa di coscienza del “senso” che guida la nostra vita.

Il puzzle della nostra infanzia improvvisamente si compone in un quadro dove ogni pezzo ha la sua giusta collocazione. Termina la fissità sul passato e sentiamo crescere l’energia e il desiderio di muoverci per creare e diventare.

STADIO 4: gli INIZI

Siamo pronti per partire, abbiamo fatto la nostra scelta e ci dirigiamo verso la realizzazione di noi stessi.

Come giovani esploratori ci avventuriamo per il mondo mettendoci al centro del nostro microcosmo con uno sguardo ancora rivolto indietro consapevoli però della nascita di qualcosa di nuovo.

Qui inizia ad albeggiare il senso del Sé e della propria unicità; nello stesso tempo forte è il richiamo al distacco dai nostri genitori originari per rivolgerci ai nostri genitori interni che avranno il compito di nutrirci e accompagnarci lungo la strada della nostra individuazione.

Le immagini di questo stadio presentano una ben definita figura centrale, rappresentazione di quella sana e fiduciosa “ego-centratura” da cui partire per il viaggio verso l’attuazione di sé.

Nel cammino del Mandala-Evolutivo© queste forme potrebbero emergere sempre dopo il 2° passo quando, avvenuta l’introiezione delle figure genitoriali trasformate, sentiamo crescere qualcosa di nuovo.

O anche dopo il passo delle “Risorse” quando il “piccolo seme2 che era al centro del disegno sviluppa l’energia necessaria per evolvere.

STADIO 5: il BERSAGLIO

Questo stadio è l’opposto di quello precedente, è il momento della frustrazione.

Ci sentiamo in balia degli altri, bersaglio di attenzioni sgradite. C’è un senso diffuso di malessere unito a sentimenti di rabbia che proiettiamo sugli altri per evitare di riconoscere la nostra vulnerabilità.

Perla Kellogg dalla prospettiva del “Bersaglio” il mondo ci sembra un luogo pericoloso.

Il compito di questo stadio è riappropriarci delle nostre proiezioni affrontandone la paura. Per fare questo abbiamo bisogno di una grande energia puntando sulle risorse e sulla nostra parte “luce” senza timore che l’Ombra la offuschi.

Le forme che emergono in questo punto della “Ruota2 ricordano le figure di un bersaglio. Cerchi concentrici che dal centro si allargano verso la periferia caratterizzati da colori spesso stridenti ad indicare il conflitto che ha bisogno di essere manifesto per poterlo trasformare.

Nel “Diario Mandalico” potremmo trovare questo stadio dopo il “mandala delle Polarità ce pur essendo parte integrante di noi e di ciò che ci circonda, ci mostrano la fragilità con cui dobbiamo fare i conti per essere interi.

STADIO 6: la LOTTA con il DRAGO

Questo stadio ci mette a confronto con i nostri demoni interiori. Siamo divisi a metà, la tensione degli opposti dentro di noi preme per trovare una risoluzione.

Passiamo da sentimenti di paura, rabbia, solitudine, tristezza a momenti di grande esaltazione ed eccitazione.

Dal punto di vista evolutivo, dice la Kellogg, possiamo paragonare questo passo al passaggio dall’adolescenza all’età adulta, o ad altri periodi analoghi di transizione, quando staccati dal vecchio mondo ma non ancora del tutto proiettati nel nuovo siamo in balia di forze che ci tirano da una parte e dall’altra.

I Mandala delle persone che attraversano questo stadio si distinguono per la divisione a metà del diagramma. A volte sopra la divisione in due metà appare un terzo oggetto. Spesso i Mandala della “Lotta contro il Drago” sono paesaggi con un sole che sorge al centro che rappresenta la rinascita dell’IO.

Nel nostro cammino di crescita del Mandala-Evolutivo© potrebbero comparire Mandala dello stadio 6 dopo i passo delle “Polarità” nel momento in cui prendiamo del tutto coscienza delle parti in gioco che si riuniscono in un unico disegno prima di passare verso la fase di integrazione.

Oppure potrebbero apparire dopo i passi della “Rabbia” e della “Paura” ove siamo chiamati, da una parte a vivere e ad attraversare la frustrazione delle nostre illusioni infrante sentendoci bersaglio di un mondo crudele sperimentando, dall’altra, la paura della nostra vulnerabilità.

 … segue nel prossimo post ….

L’evoluzione nel Mandala-Evolutivo©

EVOLUZIONE

(c)gcosta/2014 – “Evoluzione” – Pastelli a olio su cartoncino

E-volutivo da evolvere= sviluppare, derivato da “volvere”= rotolare più suffisso “ex” fuori.

Partendo da questa etimologia l’idea di Evolutivo porta in sé il concetto di spirale. Si parte da un centro e poi attraverso vari passaggi si procede in senso ascendente ripassando man mano che si avanza, davanti allo stesso passo ad un livello ogni volta superiore.

Il cammino diventa così un divenire sempre più profondo di consapevolezza che porta, chi lo pratica, ad affrontare a livelli sempre più intimi la propria tematica esistenziale.

E-volutivo è anche il processo di individuazione che ci fa passare dalla semplice totalità indifferenziata dell’infanzia ad una separazione ed individuazione sempre più complessa dove, integrate le varie parti polarizzate, arriviamo ad essere non più divisi e quindi pronti a dar vita al nostro progetto di realizzazione.

All’interno del processo di Individuazione troviamo un rapporto dinamico tra l’Io (Coscienza) l’area luminosa al centro della sfera, che per Jung rappresenta la psiche, e il Sé (totalità della psiche) contemporaneamente il nucleo e la globalità della sfera. Una danza che si muove a spirale in cui l’Io si avvicina al Sé per poi allontanarsene.

I movimenti ritmici di questa danza sono riflessi nella struttura del Mandala e i “passi” del metodo sono la strada per poter arrivare ad incontrare il nostro Sé il “centro di gravità permanente” della nostra vita.

E’ così, quindi, che ogni tappa del percorso Mandala-Evolutivo© porta in sé i germi di quella precedente e della successiva.

La “Forma” è come il seme, contiene in sé tutto l’albero futuro, dipende poi dove cade, la qualità del terreno, la sua posizione rispetto al sole e al vento che fa sì che la totalità latente nel seme reagisca per poi agire adattandosi nel modo migliore (creativamente) alle circostanze soddisfacendo, infine, la pienezza della sua unicità.

Nel diagramma inerente questo primo passo troviamo più o meno celati tutti i passi successivi fino al “lasciare andare”, punto di passaggio dove la consapevolezza acquisita diventa momento di scelta su cosa trattenere e su cosa mollare la presa.

Nel “Mandala dell’infanzia” ritroviamo spunti della “Forma”, attuale risultato del viaggio iniziato proprio “lì e allora” e vediamo, in nuce, quello che troveremo nelle “Risorse”. La spinta “attualizzante” di rogersiana memoria che ci ha aiutato nel processo, a volte doloroso e spesso non ancora concluso, di separazione dal nostro passato.

Il “Mandala delle Risorse” è la presa di coscienza di quello che abbiamo, delle nostre parti attive, dei nostri punti di forza. E’ toccare con mano l’immenso tesoro nascosto dentro ognuno di noi, troppe volte bistrattato e sepolto sotto detriti svalutanti che boicottano la nostra crescita.

Introiettare ciò ci permetterà poi di andare con più coraggio incontro alla nostra “Ombra” e affrontare la “Rabbia” e la “Paura” che possono scaturire dal prendere contatto con l’Ombra.

Il “Mandala dell’Ombra” è portare alla luce ciò che è nascosto nella “Forma” e ingaggiare la lotta contro il drago, contro l’indicibile che per paura di non essere accettati nella nostra interezza proiettiamo all’esterno.

Avvicinando l’Ombra recuperiamo parti di noi date per perse, energie dimenticate che possono traghettarci sulle sponde della “Rabbia” e della “Paura” indenni dal pericolo di esserne travolti.

Rabbia e Paura, emozioni culturalmente negative, che in questo viaggio si trasformano in alleate.

Rabbia e Paura intimamente legate, spesso da uno stesso sentire che fa esplodere o implodere l’azione paralizzandoci come sotto un incantesimo in una statua di sale.

Ancora una volta il Mandala con la sua forma contenitiva e rassicurante permette l’emersione di scomodi trascorsi spesso vissuti con colpa e vergogna.

E nel rappresentare la nostra Rabbia e Paura troviamo le anticipazioni di una possibile integrazione.

Finalmente siamo interi!

Quello che nella nostra “Forma” stonava o si nascondeva sotto linee e colori, apparentemente inspiegabili, trova il suo “perfetto” incastro.

Le polarità si incontrano nell’Uno, che non è la somma delle parti ma il suo compimento.

L’Io e il Sé si avvicinano, la persona e ciò che contiene il suo progetto, il seme e l’essenza dell’albero trovano il loro punto di incontro nella realizzazione dell’essere al mondo così some si è. Ciò che siamo è in qualche modo ciò che da sempre eravamo. Ilnostro essre è un venir fuori (e-sistere= Ex-sistere, essere come venir fuori).

Il seme dell’albero ha già tutto l’albero in sé, la sua mission è “venire fuori”.

La tappa successiva è il punto di passaggio che segna la nostra riacquisita capacità di scelta.

Ci sono cose che ora non servono più, come la farfalla lascia andare il bozzolo per poter volare per poter essere fedele alla sua natura, noi “lasceremo andare” le nostre armature arrugginite per poter essere quelli che siamo chiamati ad essere.

Il Mandala di questo passo costruito con la sabbia ci porterà attraverso varie fasi ad abbandonare tutti gli impedimenti e le fissità che ci hanno trattenuto nei nostri copioni aprendoci la strada verso il nuovo progetto: diventare noi stessi!

Prima però è necessario un saluto, abbandonandoci alla tenerezza per quello che lasciamo alle spalle. Quella parte di noi che ci ha accompagnato per tanto tempo, che ha faticato e sofferto ingabbiata in convinzioni limitanti che non le permettevano di evolversi.

Ora sciolti i nodi siamo pronti per progettare un nuovo inizio dove finalmente sono i nostri bisogni a dettare legge e i desideri ad accompagnarli nella loro realizzazione.

La soddisfazione per il Sé ritrovato verrà celebrata nel “Mandala della Gioia”, un inno alla vita, alle sue meravigliose contraddizioni, ai suoi pieni e ai suoi vuoti armonicamente raccolti attorno al nostro centro.

Siamo pronti ora per un nuovo “giro di giostra” …..

Quanto sarà cambiata la nostra “Forma”?  ……. Uno nuova spirale si apre davanti a noi … entrarci? una scelta consapevole ….

Il Mandala-Evolutivo(c) come strumento nella relazione d’aiuto

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Disegno di Paola Franceschelli

L’espressione “relazione d’aiuto” è un modo delicato per indicare un intervento di supporto allo sviluppo del sé, alla comprensione delle proprie motivazioni e predilezioni.

La parola “aiuto” inclusa nell’ espressione “relazione d’aiuto” assume un significato pedagogico, indica l’impegno profuso da colui che reca aiuto per sviluppare nell’altro la consapevolezza di sé ed aiutarlo nell’emancipazione dai condizionamenti che lo rendevano prigioniero delle aspettative degli altri. L’aiuto si orienta in direzione dell’ autonomia dell’altro.

“Non ti dò il pesce, ma la canna da pesca, e ti insegno a usarla,  perché tu possa pescare da solo” Ken Powell

Si ha relazione d’aiuto quando vi è un incontro tra due persone di cui una si trova in condizioni di:

sofferenza/confusione/conflitto

ed un’altra persona invece dotata di un grado «superiore» di:

adattamento/competenze/abilità

rispetto a stesse situazioni o tipo di problemi da fronteggiare

Se fra queste due persone si riesce a stabilire un contatto (una relazione) che sia d’aiuto …. Allora è probabile che la persona che sta in difficoltà inizi qualche movimento di: maturazione/chiarificazione/apprendimento che lo porti ad avvicinarsi all’altra persona e a rispondere in modo più soddisfacente al proprio ambiente e a proprie esigenze interne ed esterne.

Elemento centrale che deve essere presente perché si fondi la relazione d’aiuto è la fiducia che si crea proprio all’interno della relazione.

La fiducia permette di sperimentare un sentimento talvolta mai provato.

L’acquisizione della fiducia in sé permette l’inizio o il consolidamento del processo di crescita e superamento del bisogno da parte della persona.

La fiducia va costruita tramite autenticità, disponibilità all’ascolto, coerenza tra parole e fatti. Essa apre la strada alla costruzione della relazione d’aiuto.

La relazione d’aiuto non è amicizia ed implica responsabilità diverse, si realizza in un contesto professionale. Il compito di guida e controllo della relazione è dell’operatore. Due mondi che si incontrano, l’operatore raccoglie gli aspetti dello scambio e li restituisce perché la persona li riordini: l’operatore conosce e la persona riconosce, mentre i due si avvicinano ad una relazione autentica.

L’operatore deve centrare la relazione sull’utente e non vincolarla al proprio sé. In questo senso le responsabilità sono diverse sia nella costruzione che nel mantenimento della relazione: la relazione rimane ancorata all’utente, è l’agevolatore che si prende cura dell’altro, la relazione è asimmetrica, il contesto rimane professionale.

E’ importante che l’agevolatore, qualunque esso sia, sviluppi delle capacità relazionali che gli permettano di “entrare in relazione”, di “sviluppare un rapporto” con l’utente esprimendo attenzione, partecipazione, empatia.

Parallelamente è’ importante mantenere un contesto professionale e quindi asimmetrico che permetta di osservare la situazione senza invischiarsi e confondersi con essa, evitando la fusione affettiva e il completo coinvolgimento emotivo, senza per questo scivolare nella superficialità.

Gli elementi professionali (professionali in quanto non spontanei, da acquisire e governare) che favoriscono la relazione d’aiuto sono:

  • partecipare in modo cosciente;
  • avere un atteggiamento empatico:
  • affiancare la persona per la sua autodeterminazione;
  • fare da specchio. Restituire le riflessioni proprie e degli altri per aiutare la persona a riflettere sull’immagine che dà agli altri.
  • accettare senza giudicare;
  • ascoltare più che parlare: attraverso l’ascolto attivo si comprendono i bisogni ed i problemi delle persone .

La relazione d’aiuto è di per se stessa «evolutiva», permette a chi è aiutato nel crescere nella consapevolezza di sé, di scegliere di migliorarsi e di ampliare la propria visione degli altri e del mondo

Il Counseling è una relazione d’aiuto, per me anzi, è La Relazione d’Aiuto!

“è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento. E’ un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni. Il counseling può essere erogato in vari ambiti, quali privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale. ” Definizione dell’attività di counseling di AssoCounseling approvata dall’Assemblea dei soci in data 2 aprile 2011

In questa ottica il Counseling è “care not cure” , è “prendersi cura non curare”, è ricondurre l’altra persona al suo progetto esistenziale accompagnandolo a ritrovare le sue risorse momentaneamente sommerse.

“Punto focale è l’individuo, non il problema. Lo scopo non è quello di risolvere un problema particolare, ma di aiutare l’individuo a crescere perché possa affrontare sia il problema attuale, sia quelli successivi in maniera più integrataCarl Rogers

Partendo e avendo bene in mente ciò il Mandala è un ottimo mezzo per «prendersi cura» . Esso ha la capacità di «portare fuori» tramite colori e forme quello che nel momento in cui lo facciamo occupa il nostro spazio interiore, dandoci la possibilità di vederlo e quindi poterlo esplorare.

Lavorare con il Mandala ci da’ l’opportunità di sciogliere i nodi che creano tensione nella nostra vita, impedendo a quell’energia, fonte di benessere, di fluire liberamente. E’ entrare in contatto con le nostre Ombre, riconoscendo che esse sono fatte di luce riflessa, accogliendo e integrando la loro funzione in un Tutto non più diviso.

I 12 step del Mandala-Evolutivo© sono un ripercorrere la nostra storia, riconoscendo le possibilità di crescita racchiuse in ogni passo.

E’ un viaggio di immersione in noi stessi per recuperare quei tesori dimenticati che diventeranno mezzi attivi per la realizzazione della nostra completezza.

In una relazione d’aiuto il Mandala-Evolutivo© diventa il tracciato su cui srotolare il filo aggrovigliato portato dal nostro cliente, accompagnandolo nel suo ritorno a se stesso. Esso diviene lo specchio dove il cliente si riflette, di volta in volta, affrontando le sue «prove».

E in questa ottica diventa «cammino iniziatico» nelle profondità si sé,tramite sé stessi,verso il Sé. Un cammino progressivo che significa anche denudarsi di tutto quello che non è per poter ESSERE realmente quello che si E’.

Cosa è il Mandala-Evolutivo(c)

LOGO CON (c)

Il Mandala-Evolutivo(c) è un metodo di crescita personale inserito in un percorso di Counseling o comunque nell’ambito della relazione d’aiuto utilizzando il mezzo espressivo del Mandala

Il metodo ideato e provato da Gabriella D’Amore Costa ARTcounselor si svolge in 12 tappe, ognuna delle quali esplora in un determinato ambito le risonanze e le dinamiche che possono causare blocchi nel percorso evolutivo della persona.

Le 12 tappe sono :

  1. Incontro con me stesso: quale forma mi rappresenta? Il Mandala della forma.
  2. Da dove vengo: un viaggio nel passato. Il Mandala dell’infanzia
  3. Alla ricerca delle risorse “perdute”: il Mandala dei punti di forza.
  4. Luci e Ombre: l’incontro con il drago. Il Mandala delle polarità
  5. La rabbia: esplosione o implosione. Il Mandala vulcano.
  6. La Paura come alleata nel cambiamento. Il Mandala “in nero”
  7. L’Integrazione: le polarità si incontrano nell’Uno. Il Mandala dell’In-dividuo
  8. Lasciare andare: lasciarsi alle spalle quello che non serve più. Il Mandala e la sua “distruzione”.
  9. La tristezza: la dolcezza del ricordo. Il Mandala della perdita.
  10. Cosa voglio? Una nuova progettualità. Il Mandala dei desideri.
  11. La Gioia: la celebrazione del nuovo sé. Il Mandala della vita
  12. Una visione di insieme : la mia “nuova forma”

Il  Mandala-Evolutivo(c) è , quindi, una metodologia di intervento nella relazione d’aiuto che si serve del mezzo artistico del Mandala come agevolatore della conoscenza di sé, di presa di consapevolezza e cambiamento . E’ un percorso in 11 tappe + 1 in cui l’utente attraverso l’uso del diagramma mandalico ha la possibilità di esplorare le dinamiche che causano impasse e criticità nella sua vita giungendo alla piena presa di consapevolezza e responsabilità del suo essere al mondo.

Il Mandala, diagramma della tradizione buddista , delimita lo spazio sacro insito in ciascuno di noi . Esso offre una via di riunificazione e integrazione delle polarità e dei conflitti partendo dal centro del nostro Sé, per arrivare nuovamente al nostro Sé dove tutto nasce e poi ritorna in un continuo cammino evolutivo.

La strada per l’individuazione, punto di arrivo del pensiero junghiano è quel processo psichico  attraverso cui l’individuo non più diviso diventa sé stesso in modo pieno e completo realizzando la propria completezza e totalità, parte dalla conoscenza profonda di sé.

Il Mandala-Evolutivo(c), in questo caso, diventa un’avventura interiore che riporta colui che lo intraprende  a ”casa”, una esplorazione della psiche, delle emozioni e dello spirito che gli permetterà di ritrovare il punto di equilibrio tra l’ego e l’Io, il vissuto e l’essere, la mente e il cuore.

L’esplorazione alla fine del lavoro espressivo seguirà la metodologia del Counseling.

Sarà dunque non una lettura interpretativa del diagramma prodotto dall’utente, bensì un ascolto attivo da parte dell’operatore di ciò che “vede” e  sente il cliente di fronte al suo disegno.

Compito dell’agevolatore sarà quello di riformulare il racconto dell’utente in maniera da rimandargli input utili alla comprensione delle sue dinamiche interne.

I risultati ottenuti sottoponendo più di un centinaio di persone a questo percorso di crescita si sono dimostrati ottimali nel raggiungere l’obiettivo della totale presa di consapevolezza della persona riguardo le sue dinamiche disfunzionali e nel successivo avvio al cambiamento .

Già dalle prime tappe il carico di sfiducia e confusione calano notevolmente, così come l’ansia irrazionale e anticipatoria nei confronti di possibili azioni trasformative.

Il recupero delle proprie risorse che fa toccare “con mano” alla persona  le infinite possibilità insite in lui, agevolano e rafforzano il suo senso di autoefficacia così che diventa fattibile anche l’esplorazione dei territori dolorosi del passato, tappa necessaria per poter lasciarseli alle spalle e avanzare verso il nuovo.

L’esplorazione delle emozioni fondamentali (rabbia – paura – tristezza – gioia) emergenti nelle varie tappe del percorso aiutano l’utente a riconoscerle ed accoglierle, eliminando l’evitamento verso quelle “negative” che vengono riabilitate nella loro funzione evolutiva.

L’impiego del Mandala si rivela fondamentale acceleratore nella progressiva presa di coscienza dell’utente. Questo mezzo espressivo, bypassando le difese, messe spesso in atto con l’utilizzo del dialogo, permette di attingere direttamente al cuore della difficoltà portandola in superficie sotto forma di “prodotto artistico”.

Il diagramma mandalico diventa quindi rappresentazione del vissuto dell’utente che, messo fuori di lui, può essere esplorato dalla distanza emotiva necessaria all’indagine funzionale dei meccanismi comportamentali messi in atto.

Il mandala, infine, per la sua forma contenitiva permette di creare uno spazio protettivo entro cui fare emergere con sicurezza tutto il materiale sotterraneo senza la paura che questo tracimi invadendo la totalità della persona.

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L’inizio del 3° corso per Agevolatori nel Metodo Mandala-Evolutivo(c) avrà inizio il 1 Ottobre 2016.

A questo link il modulo di iscrizione: https://goo.gl/forms/ZcNt2B3CYXTPeoYz2

Il corso che fa parte della formazione offerta da ADYCA asd è riconosciuto da AssoCounseling come percorso di aggiornamento in Counseling

per ogni informazione scrivere a adyca.asd@gmail.com o telefonare al 388 7387806

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Creatività nel Mandala-Evolutivo(c)

MANDALA GABRY

(c)gcosta/2015 “dal centro … nasco” – pastelli su cartoncino

Nel Mandala-Evolutivo© parliamo di «relazione creativa» tra il diagramma mandalico e colui che lo produce. Essa è una relazione empatica , in cui l’uno diventa lo specchio dell’altro, in una comunione profonda di emozioni e risonanze. Ed è appunto questo rapporto, tra la persona e il suo doppio, che anima l’atto creativo inteso qui nel suo significato originario di crescita e trasformazione.

Gli aspetti che caratterizzano questa «relazione creativa» sono «la capacità di vedere» e la «capacità di rispondere» , concetti che ho mutuato da Fromm e trasferito nella pratica del Mandala-Evolutivo©

La «capacità di vedere» è quella capacità di percepire, sentire, vedere l’essenza del diagramma con cui si interagisce, soffermandosi soprattutto sulla sua dimensione emozionale.

Vedere quindi al di là di quello che appare, il fenomeno, per andare oltre il segno arrivando al nucleo da cui tutto si genera e tutto ritorna.

La «capacità di vedere» è la capacità di fare connessioni , di unire le varie forme in un tutt’uno che è più della somma delle singole parti, facendo emergere il senso nascosto, svelandone la realtà.

«Vedere» ciò che è per quello che è senza più maschere o filtri che deformano l’immagine.

La «capacità di rispondere» è strettamente legata alla capacità di ascoltare quello che la figura ci comunica.

Sarà quindi un rispondere con tutti noi stessi e allora l’oggetto Mandala smetterà di essere tale per diventare tutt’uno con noi e rispondere diventerà un vibrare libero e spontaneo in perfetta sintonia con il Diagramma.

La «risposta» creativa è la conferma di una relazione empatica per cui la persona è riuscita ad entrare nel suo mondo mandalico, lo ha attraversato e si è fatta attraversare.

Si tratta di una risposta emozionale molto profonda che nasce dalla meraviglia di aver trovato quello che si cercava proprio nel posto che credevamo privo di ogni risposta: noi stessi!

 Chi cerca, non smette di cercare finchè non avrà trovato. Quando avrà trovato, si meraviglierà; quando si sarà meravigliato, si stupirà e regnerà su tutte le cose…. Vangelo di Tommaso